2014 in libri. Pretesti per scrivere due righe.

E’ finito il 2014 e con lui il tempo per aggiungere altri titoli a questa lista decisamente troppo breve di cose lette sotto forma di libro.
Anobii dice 7168 pagine lette, a cui andrebbero sommati un libro di racconti abbandonato a metà e una lettura lasciata in sospeso perché il mare era troppo azzurro e caldo e le giornate troppo semplici per porsi quesiti fondamentali di antropologia o psicologia morale (lettura da riprendere comunque al più presto).
Ho letto molto di più nel 2013, quindi troppo poco, e molti più testi illustrati/romanzi a fumetti di quanto previsto, tutta roba che ad essere onesti neanche andrebbe inclusa in questa lista in quanto nella mia testa costituisce altro. La scusa è sempre la stessa: il lavoro.
Un buon 90% di queste pagine sono qui dove vivo, in casa, fogli di carta rilegati. Un ritorno al passato per quanto riguarda il mezzo, il libro stampato. Una novità per quanto riguarda il possesso di libri: non ne ho mai avuti molti. Le ragioni sono varie, tra cui il puro piacere di creare un po’ alla volta una libreria personale, e una vista non impeccabile (cosa che ha un meraviglioso lato positivo, ovvero la speranza di assomigliare infinitesimamente a Borges, da vecchio). La questione libreria va presa sul serio, il materialismo/feticismo sono dietro l’angolo, ma se c’è qualcosa che resiste di questo mezzo del passato è proprio la sua fisicità. Il fatto che sia sotto ai tuoi occhi la corrispondenza tempo investito nella lettura - spessore del libro che riponi sulla libreria, che i libri siano tutti lì e ti guardino uscire di casa la mattina e rientrare la sera, può essere rassicurante o angosciante, a seconda del tempo che si ritiene di avere a disposizione, ma pare che aiuti. Il nostro cervello è mappe, link e metadati più di quanto siamo in grado di comprendere, e se ne nutre pure. Una libreria personale, con il suo ordine (discutibile) e la sua consistenza materiale, è cibo buono.
(Parentesi. La forza della lingua sta “tutta” nel poter e saper dare le giuste “etichette” alle cose, non conoscere una parola o il suo significato, o non avere a disposizione esattamente quella parola per esprimere quel concetto nella propria lingua non costituiscono una mancanza di per se stessa, è solo una potenziale area sfocata su una mappa che non andremmo a zumare: diventerebbe ancora più sfocata. Non è detto che sia necessario passarci, magari basta percorrere una strada più lunga. Così non è detto che sia necessario avere una libreria se si è lettori, potremmo in futuro riuscire comunque a ricostruire la strada.)

Ecco quindi la mia lista di libri del 2014:

1. Il dio del massacro - Yasmina Reza
2. Gabriella garofano e cannella - Jorge Amado
3. Porci con le ali - Rocco e Antonia
4. Il falò delle novità. Il mito della creatività fa scintille - Stefano Bartezzaghi
5. Ladolescenza - Makkox
6. L’ingenuità della rete. Il lato oscuro della libertà di internet - Evgeny Morozov
7. E’ già mercoledì e io no - Alessandro Bergonzoni
8. Corto Maltese. Una ballata del mare salato - Hugo Pratt
9. Candido o l’ottimismo - Voltaire
10. L’altro accanto a noi - AA.VV. (abbandonato)
11. Veri amici - Bastien Vivès
12. Il Bruco - Suehiro Maruo, Edogawa Ranpo
13. Mortality - Christopher Hitchens
14. Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie - Tim Burton
15. Notte di stelle - Margherita Hack, Viviano Domenici
16. L’animale morente - Philip Roth
17. La sonata a Kreutzer - Lev Nikolaevič Tolstoj
18. Canone inverso - Paolo Maurensig
19. La mite - Fedor M. Dostoevskij
20. La foresta - Joe R. Lansdale
21. La cura - Hermann Hesse
22. The Complete Calvin & Hobbes - Bill Watterson
23. L’impazienza del cuore - Stefan Zweig
24. Dimentica il mio nome - Zerocalcare
25. Il rumore del tempo e altri scritti - Osip Ėmil’evič Mandel’štam
26. Quitaly - Quit the Doner
27. Opplero, storia di un salto - Alessandro Bergonzoni
28. Perché il mondo esiste? - Jim Holt

In lettura o da consultazione:
29. Menti tribali, perché le brave persone si dividono su politica e religione - Jonathan Haidt
30. Adelphiana 1963-2013 - AA. VV.
31. Codex Seraphinianus - Luigi Serafini

Pochi commenti su questi libri. Eleggerei forse a libro dell’anno Morozov. Sarà che seguo da anni il tema, avevo già letto svariati suoi articoli comparsi qua e là. Il libro non annoia minimamente (i saggi, di solito, in qualche misura lo fanno), infatti è una cannonata d’uomo pure dal vivo (era al Wired Festival quest’anno): una figura determinata, impassibile, dalla parlata rapida e decisa, un mitragliatore di idee fuori dal coro e terribilmente giuste su Internet.

Bartezzaghi in passato mi ha folgorato. Il libro prende spunto da dei twit sulla creatività, un esperimento, e vorrebbe approfondire il concetto di creatività, e su questo tema Bartezzaghi aveva già scritto molto bene. Questa volta non mi ha catturato.

Brevi ma estremamente intensi Tolstoj e Dostoevskij, da leggere uno dopo l’altro.

Geniale Voltaire, con il suo sfottò (forse) a Leibniz e il suo “Viviamo nel migliore dei mondi possibili”, anche se Leibniz non stava sparando cazzate, ma applicando il suo “Principio di ragion sufficiente”, e forse Voltaire non è che ci avesse capito poi tanto. 

Hesse mi ha annoiato per la prima volta.

Fenomenale Margherita Hack. Il libro è un continuo alternarsi tra scienza e mito, aspetti complementari della volta celeste di cui ha saputo parlare con la carica che l’ha sempre caratterizzata. Mi è piaciuto il suo voler ribadire, raccontando determinati aneddoti ma anche dicendolo esplicitamente, che troppo spesso abbiamo la tendenza a pensare all’uomo del passato come a un’entità più stupida di noi, mentre non è affatto così. L’uomo si è sempre posto alcune domande fondamentali, ha sempre avuto paure e passioni simili alle nostre, a cui reagiva come reagiamo noi, semplicemente a volte con mezzi, logici o scientifici, meno raffinati dei nostri.

A questo proposito molto interessante Holt con “Perché il mondo esiste?”. I libri di storia dicono che sia stato proprio il canzonato Leibniz il primo a porsi questa domanda. Lui e molti altri “pensatori” dopo di lui, talvolta fino ai giorni nostri, dimostrano tuttavia di mancare di quelle conoscenze di base di logica che noi neanche ci rendiamo conto di avere, ma che buona parte di noi ha sviluppato “aggratis” tra i libri di scuola. Queste mancanze hanno portato a ritenere validi per molti anni certi ragionamenti sull’esistenza di Dio o sulla necessità dell’esistenza del mondo, da parte di individui come Russell, non esattamente l’ultimo degli stupidi (v. argomento ontologico di Sant’Anselmo e la logica modale di Gödel). Holt ripercorre la storia della filosofia, dai presocratici ai filosofi contemporanei, e della scienza (fisica, cosmologia, logica), anche qui fino ai contemporanei (tra cui Penrose, Hawking e Weinberg, il padre della teoria delle stringhe). L’autore va fisicamente a trovare diversi soggetti per chiedere loro perché il mondo esiste, e ci racconta le risposte, provando lui stesso a tirare le somme (con un parziale, piccolo risultato positivo), senza grandi riserve sulle risposte a volte non così lucide. Tutto molto simpatico, forse il suo stile non è dei migliori e i suoi stacchi da un capitolo all’altro in cui ci dice che vino sta bevendo sono ai limiti del fastidioso, ma i contenuti sono estremamente validi così come le idee dei suoi interlocutori.

PS. Per chiudere con un po’ di pubblicità, io ho già approfittato del 25% di sconto di Adelphi su tutto il catalogo, iniziato oggi e che durerà fino al 9 febbraio e che *ATTENZIONE* non è solo online (io sono andato al Libraccio di Milano sui navigli e avevano già aggiornato gli scaffali). L’ho fatto con Borges e Sacks.

- Sei uno spettacolo per gli occhi, Miss Lula.

Lula accennò un sorriso. - Ho un aspetto di gran lunga migliore, quando sono pulita.

- A me piaci anche così, - disse Shorty. - E, per la cronaca, quando mi lavo sono più o meno identico.

Questa volta il sorriso di Lula fu sincero. Sembrava preso in prestito da qualcun altro, e quasi stonava col resto del viso. Ma era pur sempre un sorriso. Si sciolse come la brina su una finestra.

Ardengo Soffici - Giornale di bordo

(Grazie a Leonardo come sempre.)

Due bei post di Gipi

25 aprile, 31 agosto

Il Landucci e il M5S alle europee

Sarà che sto leggendo racconti di ex-Jugoslavia (dovevo andare a Sarajevo) e che ho attraversato la zona della Croazia che a quanto pare è ancora la più pericolosa per la presenza di mine (sulla strada tra Plitvice e Gospic si vede anche questa chiesa), ma il racconto del 25 aprile mi stava facendo pensare proprio alla gente dei balcani, e l'ho trovato bellissimo.

Sul M5S invece non si finisce mai di litigare. Mi rendo conto di spendere molto più tempo a informarmi sul suo conto (vedi anche questo) che a informarmi realmente sulle europee, e anzi mi impegno in questo momento a non leggere più nulla che riguardi Grillo. Oh.

Stella di mare

Così stanco da non dormire
Le due di notte non c'è niente da fare

Che le stelle della notte fossero ai tuoi piedi
Che potessi essere meglio di quello che vedi